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Storia dell’Eroina

 
     

La storia dell’eroina ha radici che si perdono nella notte dei tempi. Conosciuto in Europa già nel 5500 a.C., il Papaver somniferum, in Mesopotamia era noto come "pianta della gioia" tra i Sumeri.
Da questo fiore viene estratto l’oppio, che è il succo gommoso che fuoriesce dal pericarpio immaturo dopo un’incisione.

Nell'antica Grecia l'oppio non era considerato una sostanza per riti divinatori, bensì un rimedio importante usato in medicina, un farmaco da usare con prudenza.
Nella Roma imperiale, l'oppio era una droga, un veleno nonché un antidoto per altri veleni. Considerato una panacea, il papavero era anche coltivato, venduto nelle botteghe e fonte di grossi guadagni.
Caduto in disuso con la fine dell’impero romano, l’oppio venne successivamente riscoperto come anestetico in medicina, mentre dopo il 1500 il laudano (mistura tra oppio e zafferano) veniva usato come calmante e antidolorifico e sedativo per disturbi vari, dalla tosse al mal di denti.

Mentre in Europa l'uso dell'oppio restava strettamente legato alla medicina, in Oriente si radicava fortemente nel costume e nella cultura, assumendo una grandissima importanza commerciale.

Nell'’800 per l’oppio si combatterono addirittura due guerre tra Inghilterra e la Cina, al termine delle quali quest’ultima fu costretta ad accettare il commercio di oppio e fu colonizzata dai commercianti d'oppio occidentali.
La dipendenza da oppiacei non fu considerata un problema sociale, fino agli anni successivi al 1860, anni in cui la morfina (da Morfeo, dio del sonno, sintetizzata nel 1803), divenne l'oppiaceo preferito. La morfina è un alcaloide che deriva dalla raffinazione dell’oppio.

L’eroina (2-3 volte più potente della morfina) nacque nella seconda metà del 1800 per opera di un chimico inglese (C. R. Wright), ma venne usata in realtà solo alla fine di quel secolo, allo scopo di attenuare i disagi delle persone affette da gravi affezioni respiratorie.

Ma il successo dell’eroina non è solo legato alla fortunata reazione chimica, piuttosto – o forse soprattutto – al nome che venne dato alla sostanza, Heroin, evocativo di immagini mitologiche di invincibilità e divinità.

A partire dalla fine del 1800 l’eroina, introdotta sul mercato dalla casa farmaceutica tedesca Bayer, rimase facilmente ed economicamente accessibile sul mercato legale soltanto per pochi anni, poiché venne messa progressivamente al bando legale in tutti i paesi.

L’uso dell’eroina, infatti, passò ben presto da “rimedio” a vera e propria emergenza sanitaria: nel 1905 nella sola città di New York si consumavano circa due tonnellate di eroina all'anno.
Anche in Italia, oltre che negli Stati Uniti, ne fu vietata produzione, importazione e uso nel 1925; nello stesso anno venne firmata a Ginevra una Convenzione Internazionale dell’Oppio a cui aderirono molte nazioni.
Tuttavia gli embarghi furono aggirati dalle stesse case farmaceutiche, che la diffusero ampiamente sul mercato nero, aumentando i loro profitti.

Ben presto qualunque il "drogato" di eroina divenne vizioso, bugiardo e sempre più spesso un pericoloso delinquente e fu costretto a comprarla a prezzi sempre più alti, favorendone il mercato nero. Quindi si iniziò a comprendere che:

  1. l’eroina provocava gravi danni fisiologici;
  2. la tossicodipendenza da eroina rendeva impossibile attendere ad un lavoro regolare;
  3. generava e sosteneva la criminalità;
  4. che il suo uso modificava la personalità dell’individuo, dando luogo a comportamenti violenti e antisociali.

Intere generazioni, durante gli anni '60, '70, '80 hanno fatto uso d'eroina, spesso sulla scia di personaggi del mondo dell’arte plastica e figurativa, della letteratura e della musica.

Dal 1977 l’eroina fu inserita nella tabella delle sostanze cosiddette "pesanti". I principali paesi produttori e rifornitori del mercato illegale dell’eroina sono nel Sud Est e Ovest Asiatico: il Triangolo d'oro (Laos, ex Birmania, Tailandia) e la Mezzaluna d'oro (Iran, Pakistan, Afghanistan).
In Italia, l'uso dell’eroina si diffuse notevolmente nella seconda metà degli anni ’70.

Dalle grandi organizzazioni criminali che traevano profitto da tale traffico venne ordita una vera e propria operazione di marketing nero, nel corso della quale furono ritirate dal mercato tutte le droghe in circolazione ed immessa solo eroina in grandi quantità ed a basso prezzo.

Quando il numero di eroinomani fu soddisfacente, gli spacciatori alzarono i prezzi alle stelle.

L’eroina è una droga che ha dimostrato nel tempo il suo grande potere d’instaurare una fortissima dipendenza. Non usarla mai sarebbe l’ideale, per non correre i rischi mortali legati all’uso di questa droga. Ma anche per la dipendenza c’è una soluzione: il Programma Narconon aiuta a risolvere la dipendenza fisica e mentale dall’eroina.
Nel Centro di Recupero tossicodipendenti Narconon il Gabbiano la riabilitazione dagli effetti della dipendenza è totale. Senza l’uso di farmaci né droghe sostitutive, la persona viene aiutata ad individuare ed a risolvere tutte le problematiche di base che l’hanno spinta verso l’uso di droga. Grazie ai corsi di riabilitazione, si va a ricostruire quanto nella l’uso di droga aveva danneggiato, ritornando ad essere una persona libera, onesta e di valore.

Da Millenni l’Eroina è una Piaga Sociale.
Non Cadere in Trappola. Non Usarla Mai!

 

         


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